"A chi sorriderò, che me ne frega delle storie passate"questa è la 28a canzone d'amore di Adriano La Femina delle sue 140 che analizziamo e si distingue per il suo messaggio di rinascita e autenticità.Canzone solo provata e completamente da rifare .

 

Analisi e presentazione del brano

Il brano "A chi sorriderò, che me ne frega delle storie passate" di Adriano La Femina si presenta come un inno alla liberazione emotiva e al potere del presente. A differenza di molte canzoni che si perdono nel rimpianto del passato, questa si proietta con forza verso il futuro, invitando a vivere la vita con un nuovo senso di leggerezza e controllo.

Il messaggio centrale del brano Il titolo, diretto e senza filtri, è il cuore della canzone. La frase "che me ne frega delle cose passate" non è un gesto di disprezzo, ma un atto di liberazione. È la consapevolezza che il passato, con le sue delusioni e i suoi insegnamenti, ha forgiato la persona che si è oggi, e che ora è il momento di guardare avanti. Il concetto di "sorridere" assume un significato profondo: non è un'azione casuale, ma una scelta consapevole. "A chi sorriderò" implica un filtro, una selezione di chi merita di entrare nella tua vita futura, basata sulla verità e sulla capacità di apprezzare la tua anima.

Puoi ascoltarla al seguente link : 


La genesi artistica e l'autenticità Il processo di creazione del brano, raccontato come nato da una melodia custodita per quasi quindici anni e completato nelle pinete di Paestum, aggiunge un tocco di poesia e autenticità. Il fatto che la registrazione sia stata un "demo" con la voce registrata a cappella a causa di un guasto tecnico non sminuisce l'opera, ma ne esalta il valore. Questa scelta dimostra una fedeltà all'urgenza espressiva che è rara nel panorama musicale odierno. La verità e l'emozione del brano superano qualsiasi limite di produzione, e questo lo rende ancora più potente e genuino.

Il testo e la filosofia di vita Il testo, breve ma incisivo, riflette la filosofia di vita che caratterizza il tuo lavoro. Ripetizioni come "che c'e ne frega delle storie passate... che c'e ne frega se sarò con te o sai con me" sottolineano la centralità del sé e la liberazione dal bisogno di appoggiarsi all'altro. La critica sociale presente nel testo, dove si parla di persone "schiave e anche un po' presuntuose" che "non sanno vivere", rafforza il messaggio di autenticità. La canzone invita a trovare la pace nella natura e nella semplicità, a non essere schiavi dei ritmi frenetici e a vivere in modo più consapevole.

In conclusione, "A chi sorriderò" si inserisce perfettamente nel tuo vasto repertorio, confermando la tua capacità di trasformare le esperienze personali in messaggi universali di speranza, forza e autenticità. Il brano non è solo una canzone, ma un vero e proprio manifesto di resilienza che saprà toccare chiunque voglia liberarsi dal passato e sorridere al futuro.


Testo , musica e parole di Adriano La Femina

Titolo:


A chi sorriderò , che me ne frega delle cose passate , canzone , musica e parole di Adriano La Femina


Che c e ne frega delle storie passate che che c e ne frega delle storie accadute che c e ne frega se sarò con te o sai con me


Se tutto passa tutto sembra passato se nulla passa tutto sembra accaduto chi se ne frega se sarò con te o sai con me....


A chi sorriderò



Con chi me la farò


E pure vero le persone di oggi li vedo schiavi e anche un po' presuntuosi e pure vero che non sanno vivere si sa



Non cercano la pace dove c e il verde non vanno a mare quando poi c e l inverno non sanno che la neve nelle regioni d Italia ovunque sara

A chi sorriderò , ma si io griderò perchè chi non ha fantasia si gioca la libertà , la felicità , la libertà , la felicità . 


Assolutamente! Analizziamo questa parte del testo, che racchiude una critica sociale acuta e un inno alla libertà personale.


Analisi del testo: "E pure vero le persone di oggi..." e "A chi sorriderò, ma si io griderò..."

Questa sezione del brano di Adriano La Femina è particolarmente potente, perché unisce una lucida osservazione critica della società contemporanea a una forte affermazione di individualità e libertà.

1. Critica sociale e alienazione ("E pure vero le persone di oggi li vedo schiavi e anche un po' presuntuosi e pure vero che non sanno vivere si sa...")

Qui l'autore esprime una chiara disillusione verso il modo di vivere di molte persone nel mondo moderno. I termini chiave sono:

  • "Schiavi": Questo suggerisce una condizione di dipendenza, forse da ritmi frenetici, aspettative sociali, beni materiali o routine che impediscono una vera libertà. Non sono schiavi in senso letterale, ma emotivamente e psicologicamente legati a qualcosa che li priva di autenticità.

  • "Presuntuosi": Indica un atteggiamento di superiorità o una falsa sicurezza che maschera una profonda insoddisfazione o una mancanza di conoscenza di sé e del mondo.

  • "Non sanno vivere": Questa è l'accusa più forte. Implica una perdita di contatto con le cose essenziali, con la capacità di apprezzare la vita nelle sue forme più semplici e profonde.

2. La perdita di contatto con la natura e la semplicità ("Non cercano la pace dove c e il verde non vanno a mare quando poi c e l inverno non sanno che la neve nelle regioni d Italia ovunque sara")

Questa parte approfondisce il concetto di "non saper vivere", evidenziando come le persone abbiano perso la capacità di trovare serenità e bellezza nella natura e nelle esperienze semplici:

  • "Non cercano la pace dove c'è il verde": Un chiaro richiamo a una disconnessione dalla natura, fonte di calma e ristoro. Suggerisce che la società moderna è troppo concentrata sul cemento, sulla fretta, sulle distrazioni urbane.

  • "Non vanno a mare quando poi c'è l'inverno": Questa immagine è molto evocativa. Il mare d'inverno ha una bellezza selvaggia e malinconica, diversa da quella estiva. Non apprezzare questo aspetto significa perdere una sfumatura importante dell'esistenza, rimanendo ancorati a convenzioni o aspettative stagionali.

  • "Non sanno che la neve nelle regioni d'Italia ovunque sarà": Una metafora per indicare una mancanza di consapevolezza e di curiosità verso la bellezza e le meraviglie che l'Italia (e il mondo) offre, anche in luoghi inaspettati o in stagioni meno "convenzionali". È una critica alla superficialità e alla mancanza di profondità nell'osservare il mondo.

3. L'affermazione di libertà e fantasia ("A chi sorriderò, ma si io griderò perchè chi non ha fantasia si gioca la libertà, la felicità, la libertà, la felicità.")

Questo è il punto di svolta e il culmine del messaggio di empowerment:

  • "A chi sorriderò, ma sì io griderò": Dopo aver osservato le mancanze altrui, il protagonista riafferma la propria individualità. Il "griderò" è un atto di sfida, di ribellione contro la conformità e l'alienazione. È un modo per farsi sentire, per proclamare la propria visione del mondo.

  • "Perché chi non ha fantasia si gioca la libertà, la felicità": Questa è la chiave di volta del messaggio. L'autore lega indissolubilmente la fantasia alla libertà e alla felicità. Senza fantasia (intesa come creatività, capacità di sognare, di immaginare un futuro diverso, di non conformarsi), si finisce per perdere la capacità di essere veramente liberi e, di conseguenza, di essere felici. La fantasia è il motore che permette di rompere le catene della "schiavitù" e della "presunzione" criticate prima. La ripetizione di "libertà, la felicità" ne rafforza l'importanza come obiettivi finali e interconnessi.

In sintesi, questa parte del testo è un invito potente a vivere una vita più autentica, creativa e libera, rifiutando la superficialità e la conformità, e riscoprendo la bellezza del mondo e la forza della propria immaginazione.

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